Cosa sono gli ETF?

Sono onnipresenti quando si parla di gestione patrimoniale online, spesso associati a termini come «trasparenza», «sicurezza» e «costi bassi». In questo articolo vi spieghiamo chiaramente (si spera) cosa si nasconde dietro queste tre lettere e quali sono i vantaggi di questo prodotto di investimento.

ETF è l’abbreviazione dell’inglese «Exchange Traded Funds» e indica i fondi di investimento o i fondi indicizzati negoziati in borsa. Gli ETF replicano la performance del mercato. Gli ETF replicano la performance del mercato. Ciascun ETF fa riferimento a un indice preciso, che riproduce l’andamento dei titoli. Per esempio, l’indice Swiss Market Index (SMI) riflette l’andamento delle maggiori imprese svizzere.

Quali sono i vantaggi degli ETF?

Gli ETF godono di una popolarità crescente, soprattutto per i seguenti vantaggi:

  • C onvenienza: gli ETF hanno il vantaggio di essere indicati per gli investitori con un piccolo patrimonio di risparmio perché i costi di prodotto sono bassi.
  • Basso rischio: le quote in cui investono gli ETF sono ben diversificate. Un’ampia diversificazione implica sempre un rischio più contenuto e, di conseguenza, più sicurezza.
  • Flessibilità e semplicità: gli ETF sono negoziati in borsa e quindi sempre disponibili per la compravendita. Oltre alla flessibilità, gli ETF promettono un onere amministrativo contenuto.
  • Trasparenza: dal momento che gli ETF replicano un indice, gli investitori hanno sempre una panoramica chiara dei loro investimenti in azioni, titoli o materie prime.

Convenienza degli ETF

Le commissioni di un ETF si riflettono sulla cosiddetta Total Expense Ratio (TER), ossia un indice onnicomprensivo dei costi che include le commissioni di negoziazione e di gestione.Alcuni ETF partono già da un TER inferiore allo 0.1% e sono quindi particolarmente interessanti a livello di costi. Ma come è possibile?

Strategia di investimento passiva degli ETF

Gli ETF adottano una strategia di investimento passiva. Questa che si distingue dall’approccio attivo del gestore di un fondo che ha come obiettivo il superamento di un indice e cerca di ottenere rendimenti più alti di quelli dell’indice di mercato.

I vantaggi dell’approccio passivo sono prima di tutto i costi bassi. Nell’approccio attivo, i costi di prodotto sono più alti soprattutto perché riflettono i servizi offerti dal gestore del fondo ma alcuni studi suggeriscono che il gestore del fondo potrebbe non superare mai l’indice di riferimento sul lungo periodo.

Perché il rischio è più basso?

Come già detto, un ETF investe in diversi titoli ripartendo il rischio mediante diversificazione, come i fondi di investimento. A differenza di questi ultimi, però, gli ETF possono essere negoziati in borsa proprio come le azioni.

Diversamente dalle azioni, invece, gli ETF replicano l’indice nel modo più fedele possibile e investono in azioni, obbligazioni, immobili o materie prime, ossia in tutte le classi di investimento possibili.

Come acquistare gli ETF

Per acquistare un ETF serve soltanto un deposito presso una banca. Poiché il rischio in un ETF è spalmato sui diversi investimenti, non dovete più preoccuparvi di calibrare la diversificazione. Diversamente dalle azioni, basta scegliere un ETF adatto alla vostra strategia di investimento e non curarvi più della gestione. Nella gestione patrimoniale online, come quella che offre ELVIA e-invest, il compito di selezionare gli ETF adatti è affidato a esperti.

Che caratteristiche deve avere un buon ETF?

La scelta del giusto ETF è decisiva per il successo di un investimento. Essa si basa principalmente sulla strategia di investimento selezionata. Che rendimento spera di ottenere l’investitore?

Che livello di rischio è disposto ad assumersi? ELVIA e-invest risponde a tutte queste domande prima di procedere a una scelta.

Criteri qualitativi di un EFT

Una volta scelta la strategia di investimento, vi sono altri criteri che incidono sulla qualità e sulle probabilità di successo di un EFT. Tra questi rientrano, per esempio, la durata di commercializzazione dell’ETF sul mercato e il volume del fondo.

Il volume riduce la probabilità che un ETF venga liquidato, ossia scompaia dal mercato. Inoltre, sono possibili costi complessivi più bassi.

  1. Qualità del tracking

    Oltre a questo, un ETF dovrebbe presentare una buona qualità del tracking: questo significa che dovrebbe replicare nel modo più fedele possibile l’indice di riferimento, evitando eccessivi scarti a livello di rendimento. Una bassa qualità del tracking rappresenta uno svantaggio per l’investitore in termini di costi.

  2. Performance e domicilio del fondo

    Conviene inoltre esaminare attentamente l’andamento passato del corso e il mercato in cui l’ETF è investito. Gli ETF si distinguono, per esempio, in funzione del domicilio del fondo, che può comportare costi e rischi diversi.

  3. ETF ad accumulazione o a distribuzione

    Sul mercato esistono cosiddetti ETF ad accumulazione o a distribuzione. Questi ultimi sono indicati per gli investimenti di breve periodo, perché i ricavi vengono erogati direttamente.

  4. ETF fisici o sintetici

    Gli ETF fisici non comportano alcun rischio emittente perché le azioni vengono acquistate dall’offerente degli ETF. Sono quindi a replica fisica. Gli ETF sintetici, invece, ricorrono a operazioni di scambio per replicare l’indice. Possono comunque proteggere l’investitore da un eventuale fallimento dell’emittente ma la verifica richiede tempo e competenze specifiche.

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